sabato 27 dicembre 2008
giovedì 18 dicembre 2008
mercoledì 17 dicembre 2008
lunedì 15 dicembre 2008
Sylvain Chomet - Appuntamento a Belleville
Les triplettes de Belleville
Regia, soggetto, sceneggiatura, direzione dell'animazione, creazione grafica dei personaggi Sylvain Chomet
Regia, soggetto, sceneggiatura, direzione dell'animazione, creazione grafica dei personaggi Sylvain Chomet
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frammenti di china,
frammenti di pellicole
giovedì 11 dicembre 2008
Sebastiano Leonardi.
Trentino, abbandonato in un paesino degli Urali durante la Grande Guerra.
"Oh! quante volte mi viene in mente il canto degli israeliti quando erano prigionieri nella Mesopotamia. (opera Nabucco del Verdi)
Lo facevo mio, e comprendendo, perchè in simili condizioni pur io mi trovavo, tutto il vero significato delle parole, melanconico ripeteva questo versicolo che mi scendeva mite ed ad un tempo doloroso nell'animo mio! - Va pensiero sull'ali dorate, vatti posa sui clivi e sui colli, ove olezzano tepidi e molli, aure dolci del suono natal! - Riflettendo a queste parole, quanti dolci ricordi svegliavano in me! In più gli israeliti avevano secco tutta la famiglia tutti i parenti, io invece mi trovavo solo soletto esiliato, ed in patria si trovava ancora tutta la famiglia, la moglie, le figlie, che era il pensiero che più mi trafigeva...
Il canto continua:
Del Giordano le rive saluta,
di Sione le torri atterrate
Oh! mia patria, si bella e perduta
O membranze si care e fatal!
Oh! Va, va saluta quei cari angioletti, che tanto amo e tanto mi volliono bene, che certo pensano a me e per me pregano!
Va, va saluta la loro mamma, fale coraggio, dile per me una cara parola, dile che l'amo e un dì ritornerò.
Tergile il pianto, aprile la via ad una viva speranza!
Dile: Colui che t'ama, vive ancora, sempre a te pensa, inquieto aspetta l'ora di riabbraciarti.
Saluta pur la nonna, che sebben mamma ereditaria, pur m'ama come figlio e certamente sempre pensa a me, ed io pur sempre a lei morosamente penso.
Con lei saluta Ester e Rina che sono fra i miei cari ed io ad esse sono caro.
Saluta infine gli amici parenti, saluta Preore, la chiesa, la casa, il suolo il Sarca, i monti la valle!".
Da "I dimenticati della grande guerra" di Quinto Antonelli ed. Il margine
"Oh! quante volte mi viene in mente il canto degli israeliti quando erano prigionieri nella Mesopotamia. (opera Nabucco del Verdi)
Lo facevo mio, e comprendendo, perchè in simili condizioni pur io mi trovavo, tutto il vero significato delle parole, melanconico ripeteva questo versicolo che mi scendeva mite ed ad un tempo doloroso nell'animo mio! - Va pensiero sull'ali dorate, vatti posa sui clivi e sui colli, ove olezzano tepidi e molli, aure dolci del suono natal! - Riflettendo a queste parole, quanti dolci ricordi svegliavano in me! In più gli israeliti avevano secco tutta la famiglia tutti i parenti, io invece mi trovavo solo soletto esiliato, ed in patria si trovava ancora tutta la famiglia, la moglie, le figlie, che era il pensiero che più mi trafigeva...
Il canto continua:
Del Giordano le rive saluta,
di Sione le torri atterrate
Oh! mia patria, si bella e perduta
O membranze si care e fatal!
Oh! Va, va saluta quei cari angioletti, che tanto amo e tanto mi volliono bene, che certo pensano a me e per me pregano!
Va, va saluta la loro mamma, fale coraggio, dile per me una cara parola, dile che l'amo e un dì ritornerò.
Tergile il pianto, aprile la via ad una viva speranza!
Dile: Colui che t'ama, vive ancora, sempre a te pensa, inquieto aspetta l'ora di riabbraciarti.
Saluta pur la nonna, che sebben mamma ereditaria, pur m'ama come figlio e certamente sempre pensa a me, ed io pur sempre a lei morosamente penso.
Con lei saluta Ester e Rina che sono fra i miei cari ed io ad esse sono caro.
Saluta infine gli amici parenti, saluta Preore, la chiesa, la casa, il suolo il Sarca, i monti la valle!".
Da "I dimenticati della grande guerra" di Quinto Antonelli ed. Il margine
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mercoledì 10 dicembre 2008
venerdì 5 dicembre 2008
Tre Allegri Ragazzi Morti - Quasi adatti
Quasi adatti a garantire il giusto risultato
Quasi adatti a star seduti dentro un’auto accessoriata standard
Quasi adatti a scuole con i crocefissi ai muri
Quasi adatti a discoteche come gabbie
Quasi adatti a innamorarsi di un’animale a pelo corto
Quasi adatti a raccontare agli altri i propri cazzi
Quasi adatti ai pugni presi o a tenerli tesi in alto
Per intimorire un arbitro di calcio
Quasi adatti a rinunciare alle proprie fantasie
Quasi adatti a risolver tutto con una rapina in banca
Quasi adatti a spingere le ruote oltre i duecentoeventi
Quasi adatti a dare il giusto peso ai sentimenti
Quasi adatti a star seduti dentro un’auto accessoriata standard
Quasi adatti a scuole con i crocefissi ai muri
Quasi adatti a discoteche come gabbie
Quasi adatti a innamorarsi di un’animale a pelo corto
Quasi adatti a raccontare agli altri i propri cazzi
Quasi adatti ai pugni presi o a tenerli tesi in alto
Per intimorire un arbitro di calcio
Quasi adatti a rinunciare alle proprie fantasie
Quasi adatti a risolver tutto con una rapina in banca
Quasi adatti a spingere le ruote oltre i duecentoeventi
Quasi adatti a dare il giusto peso ai sentimenti
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giovedì 4 dicembre 2008
Franco Battiato - I treni di Tozeur
cantata in duo da Battiato e da Alice nel 1984
La canzone fa riferimento a Tozeur, cittadina tunisina una delle prime oasi nel deserto dopo Dus.
La città è circondata da un lago salato (cit. «distese di sale...») le cui esalazioni in estate portano i viandanti a vedere miraggi. Se un tempo si parlava di carovane nere all'orizzonte oggi quei miraggi possono essere visti appunto come treni all'orizzonte. _ByWiki_
La canzone fa riferimento a Tozeur, cittadina tunisina una delle prime oasi nel deserto dopo Dus.
La città è circondata da un lago salato (cit. «distese di sale...») le cui esalazioni in estate portano i viandanti a vedere miraggi. Se un tempo si parlava di carovane nere all'orizzonte oggi quei miraggi possono essere visti appunto come treni all'orizzonte. _ByWiki_
mercoledì 3 dicembre 2008
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